Aurora Gagliardo (Palermo – Don Bosco Ranchibile)

Il 14 gennaio 2021 si è conclusa la mia esperienza di Servizio Civile Universale nell’Istituto Salesiano Don Bosco Villa Ranchibile (Palermo): è stato un anno lungo, intenso e faticoso a causa dell’Emergenza sanitaria da COVID 19, un anno che allo stesso tempo mi ha offerto la possibilità di mettermi in gioco nell’ambito educativo e di sperimentare un percorso di crescita e di maturazione non soltanto professionale, ma anche individuale. 

Più precisamente, il SCU ha simboleggiato qualcosa di ben più profondo e intimo di una semplice ‘avventura’ lavorativa: ritengo infatti che, tale esperienza abbia rappresentato per me, un vero e proprio ‘ritorno a casa’, in quegli ambienti familiari e accoglienti della mia adolescenza (come la scuola dove ho conseguito la maturità o l’oratorio in cui ho vissuto moltissime esperienze formative) dai quali, a causa degli impegni universitari, mi sono allontanata per diversi anni. 

Non è stato un anno semplice, poiché improvvisamente ci siamo trovati a vivere una situazione del tutto nuova: gli oratori, le classi si sono svuotate, sono venute meno le occasioni di socializzazione e di gioco tra i ragazzi, a causa di un nemico ancora sconosciuto ed insidioso che ha repentinamente modificato le nostre vite, riducendo tutto nello spazio confinato delle proprie abitazioni.  

Io e gli altri volontari, ci siamo dedicati prevalentemente all’attività del doposcuola, sia in presenza sia in modalità a distanza, grazie alle tecnologie come computer, smartphone e tablet che ci hanno consentito di portare avanti i nostri obiettivi, come quello di favorire il successo scolastico mediante misure didattiche di supporto, aumentando la percezione di autostima dei ragazzi e incrementando gli interventi personalizzati per gli alunni con DSA. Nei mesi estivi inoltre, ci siamo occupati della preparazione del GREST, soprannominato Salvaestate, che si è svolto con un numero ridotto di iscritti e adottando tutte le misure di prevenzione e di distanziamento adeguate al fine di offrire ai ragazzi, nonostante il drammatico momento storico, occasioni ludiche e di svago, responsabilizzandoli, al contempo, al rispetto delle regole. 

L’esperienza da poco conclusa mi ha consentito di sviluppare capacità e competenze e di maturare la consapevolezza della mia passione nei riguardi di un ambito tanto complesso quanto stimolante, come quello educativo. Come affermava Don Bosco, compito di un educatore è quello di trovare in ogni ragazzo ‘quella corda sensibile e farla vibrare’, non soltanto trasferendo nozioni, ma anche stimolando, incoraggiando, tirando fuori le potenzialità, le attitudini, le possibilità espressive di ogni giovane, nel rispetto delle loro singolarità.

Sono davvero felice di aver offerto, grazie al SCU, un piccolo contributo e di aver aiutato qualcuno in un momento così difficile e problematico come quello che stiamo vivendo: non c’è cosa più bella del sentirsi davvero utile per i ragazzi, ed un ‘grazie’ o i sorrisi sui loro volti, ci fanno capire quanto prezioso possa essere, per loro, il nostro aiuto.

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